Il mal di schiena viene definito il male del secolo, non che nei secoli scorsi l’uomo non abbia sofferto di questo disturbo, ma la civiltà e il progresso ne hanno favorito l’aumento.
L’80% della popolazione adulta soffre di mal di schiena. Le ricerche hanno evidenziato che solo il 20% di questi dolori è provocato da problemi specifici della colonna vertebrale, il restante 80% è dovuto a cause non specifiche:
- Cause specifiche: (20%)
deformità congenite,
anomalie di sviluppo.
- Cause non specifiche: (80%)
viscerali,
traumi e microtraumi ripetuti,
sovrappeso,
stress psicologico,
posture, movimenti scorretti e ripetuti,
scarsa attività fisica.
Se analizziamo questi dati statistici ci accorgiamo che possiamo fare molto per evitare o almeno ridurre in gran parte i dolori e problemi vertebrali perché tutte le principali cause possono essere controllate con un’adeguata prevenzione.
La prima cosa da fare?
Una valutazione posturale, immediata, senza attendere sintomi oppure non sottovalutando quelli presenti.
La postura è la posizione del corpo umano nello spazio e la relativa relazione tra i suoi segmenti corporei. La postura può essere: in stazione eretta (monopodalica o bipodalica), da seduto, in decubito (prono, supino, laterale destro e laterale sinistro).
La corretta postura può definirsi sinteticamente come la “deformazione coerente della gravità, in altre parole la corretta postura altro non è che la posizione più idonea del nostro corpo nello spazio per attuare le funzioni antigravitarie con il minor dispendio energetico sia in deambulazione che in stazionamento; ad essa vengono a concorrere vari fattori (neurofisiologici, biomeccanici, emotivi, psicologici e relazionali).
Attraverso la valutazione della postura, su tutti i piani dello spazio, si evidenzieranno:
- paramorfismi, deformità transitorie, correggibili non sostenute da alterazioni scheletriche;
- dismorfismi, modificazioni della normale morfologia sostenute da alterazioni congenite o acquisite.
Un paramorfismo può essere corretto, immediatamente, anche eseguendo degli esercizi, designati da uno specialista, specifici in totale autonomia, oppure attraverso la ginnastica posturale individuale.
Nel dismorfismo possono essere corretti i sintomi, tenendo sotto controllo la causa, prima con una ginnastica posturale individuale e poi con esercizi posturali specifici da fare in autonomia.
Questo vale sia nell’adulto ma soprattutto nel bambino.
In età adulta si possono presentare delle deformità transitorie, causate da delle cattive abitudini, ma spesso si presentano dei sintomi dovuti da delle modificazioni morfologiche sottovalutate da bambino.
Nel bambino si presentano molto spesso delle deformità transitorie, dovute all’accrescimento, e non solo, se valutate e trattate in tempo si evita che si trasformino in dismorfismi, quindi, in cure lunghe ed interminabili.